LOUNGERIE
Added on:
May 24, 2006
Location:
Italy, Tuscany/Livorno
Language:
Italian
Categories:
Personal, Pop Culture, Art, Music, Literature, Entertainment, Performance Art, Acting, Jobs, Photo Blog
Rating:
Site Description:
Diary of 5 actors and songwriters on stage in Italy.
Come definire quello che fanno i Loungerie? lounge-cabaret retro futurista? Oppure Sketch musicali da salotto? Bando alle ciance, basta con questa mania delle classificazioni, stoppiamo questo incontenibile vizio di voler etichettare tutto..
Per capire appieno l’arte di questi cinque personaggi abbigliati in coloratissimi vestiti vintage e dagli improbabili nomi esotici, bisogna andare oltre le definizioni e, molto semplicemente, avere la fortuna di assistere ad una loro esibizione.
Perché i Loungerie non sono una band nel senso tradizionale del termine e nemmeno una compagnia teatrale: mescolano con impeccabile savoir-faire presente e passato, musica e teatro in uno spettacolo unico, i cui antenati sono da ricercare nella tradizione del varietà italiano, nell’avanspettacolo televisivo degli anni ‘70 e nelle reclames americane degli anni ‘50-‘60.
L’estro comico e surreale è il sale delle loro canzonette: parodie di un cotonato e forse mai realmente esistito-se non nell’immaginario collettivo- universo lounge, riecheggiato in pseudonimi del calibro di Elenina Sao Curaçao, Emiliano Dry Di, Fran Caipirina e Gin Fizz Muzzi; condite di giochi di parole, collage di citazioni, nonsense e divertentissime assurdità.
Ma il loro vero segreto sono il senso del ritmo scenico e la capacità di tenere il palco, ovvero la presenza : a parte la ruspante chanteuse (o meglio sciantosa) Missy Elenina, gli altri infatti provengono da disparate esperienze attoriali, dal teatro drammatico a quello di strada. E poi c’è l’essenzialità: Una chitarra acustica (strimpellata con grazia da Ginger Ale Falca) e un coro coreografato alle prese con vertiginosi e folgoranti dialoghi sono gli elementi basilari di uno spettacolo continuamente esposto all’improvvisazione e al coinvolgimento degli spettatori. Un tipo come Marinetti sarebbe andato matto per loro.
L’arguzia dei Loungerie può essere paragonata a un cocktail multicolore dal retrogusto demodé, risultato di una rigorosa shakerata di Quartetto Cetra, Buscaglione, Cochi e Renato, Petrolini e Mina, Samba e Cha cha cha. Un attentato burlesco agli stereotipi della moderna cultura pop, che guarda sì al passato, ma scansando ogni effetto nostalgia, proprio in quanto fa tesoro degli insegnamenti eterni su cui poggiano i meccanismi del riso, attualizzandoli in tematiche che ci appartengono. Si pensi a “L’Utéro”, in cui si parla della procreazione assistita attraverso il punto di vista del povero embrione sottovetro, o alla parodia di “I Will Survive” ( molto didascalicamente ribattezzata “Sopravviverò”), dove oltre alla regina della disco viene messa alla berlina la confusione che regna nei rapporti sentimentali odierni.
Da sorseggiare comodamente seduti in poltrona, possibilmente svuotando la testa dal grigiore della logica quotidiana per far posto alla logica "altra" dell'assurdo. Dimenticavo: i Loungerie sono per un pubblico "raffinato e sensibile", per cui non conoscono la parola "volgarità", cosa rara per chi cerca oggi il riso della gente.


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