(ANSA)
2009-01-07 21:21
ISRAELE: ALLARGARE ATTACCO. SCONTRO CON IL VATICANO
SI' GABINETTO SICUREZZA ISRAELE ESTENSIONE OFFENSIVA
GERUSALEMME - Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato oggi
un'estensione della sua offensiva contro Hamas nella Striscia di Gaza. Lo ha
detto all'Afp un alto responsabile della Difesa. I dodici ministri del
governo di sicurezza ''hanno approvato il proseguimento delle operazioni
terrestri compresa una terza fase che allarghera' l'offensiva penetrando
piu' avanti nelle zone popolate'', ha detto il responsabile. Il responsabile
ha anche sottolineato che tocca ai responsabili della Difesa applicare o
meno la decisione del gabinetto di sicurezza.
GAZA: 'E' CAMPO CONCENTRAMENTO', SCONTRO VATICANO-ISRAELE
TEL AVIVA: CARD.MARTINO PARLA COME HAMAS
CITTA' DEL VATICANO - Santa Sede e Israele di nuovo ai ferri corti, mentre
continua ad infuriare la battaglia a Gaza e si rende piu' problematico un
viaggio del Papa in Terra Santa per il prossimo maggio. Oggi il card. Renato
Raffaele Martino, presidente del 'Pontificio Consiglio Giustizia e Pace' e
personaggio di spicco della Curia romana, ha osservato che la Striscia
''assomiglia sempre di piu' ad un campo di concentramento''. In serata, e'
arrivata durissima la replica del governo israeliano, che ha accusato il
porporato di usare la terminologia di ''Hamas''.
In un'intervista al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', Martino aveva
stamane lanciato l'ennesimo appello del Vaticano al dialogo, affermando che
per trovare una soluzione al conflitto occorre ''una volonta' da tutte e due
le parti, perche' tutte e due sono colpevoli''. ''Israeliani e palestinesi
sono figli della stessa terra - aveva aggiunto - e bisogna separarli, come
si farebbe con due fratelli''. ''Se non riescono a mettersi d'accordo,
allora qualcun altro deve sentire il dovere di farlo. Il mondo - aveva
spiegato - non puo' stare a guardare senza far nulla''. Fin qui, parole in
linea con le esortazioni del Papa e di altri esponenti vaticani.
Ma il paragone usato da Martino, ''Gaza assomiglia sempre piu' ad un grande
campo di concentramento'' in cui ''popolazioni inermi'' pagano ''le
conseguenze dell'egoismo'', e' apparso intollerabile alle orecchie del
governo israeliano. ''Fare affermazioni che sembrano provenire direttamente
dalla propaganda di Hamas e ignorare gli impronunciabili crimini commessi da
quest'ultimo, che con la violenza ha fatto deragliare il processo di pace e
ha trasformato la Striscia di Gaza in un gigantesco scudo umano, non aiuta
la gente ad avvicinarsi alla verita' e alla pace'', ha scandito, in serata,
in una dichiarazione all'agenzia France Presse il portavoce del ministero
degli Esteri israeliano, Igal Palmor.
A far montare l'irritazione israeliana hanno contribuito, con ogni
probabilita', anche le dichiarazioni di numerosi esponenti della Chiesa
cattolica di Terra Santa , i quali hanno sottolineato come Hamas debba
essere considerato un interlocutore e non ''un mostro'' da Israele e dalla
Comunita' Internazionale. Ultimo in ordine di tempo e' stato il vescovo di
Nazareth, mons. Giacinto Boulos Marcuzzo, che, lunedi' scorso, ha esortato
lo Stato ebraico a ''dialogare seriamente con i palestinesi, a partire da
Hamas'' se vuole arrivare veramente a una soluzione duratura. Marcuzzo, in
una dichiarazione ad alcuni media italiani, ha anche avvertito che il
protrarsi delle violenze a Gaza sta mettendo a rischio la prossima visita
del Papa in Terra Santa poiche' la Santa Sede - ha detto - ''sapra'
certamente tirare le opportune conseguenze''. Lo scambio di accuse odierne
tra Gerusalemme e il card. Martino non facilitera' il compito dei
diplomatici vaticani, palestinesi e israeliani impegnati nel definire il
viaggio di Benedetto XVI in Israele, Giordania e Territori: una missione che
presenta, al momento, troppe variabili incontrollabili.
702 MORTI E 3.100 FERITI TRA I PALESTINESI
GAZA - Almeno 702 palestinesi sono morti e altri 3.100 sono rimasti feriti
nell'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza cominciata lo
scorso 27 dicembre, secondo un nuovo bilancio fornito oggi dal responsabile
per le emergenze della Striscia di Gaza, Mouawiya Hassanein.
GERUSALEMME - Razzi sparati dalla striscia di Gaza sono caduti in Israele
nell'area di Beersheva e di Netivot, secondo la radio pubblica israeliana.
ISRAELE RINVIA DECISIONE SU TERZA FASE
Il gabinetto per la sicurezza israeliano ha rinviato oggi una decisione se
ordinare alle truppe di procedere alle terza fase delle operazioni militari
nella striscia di Gaza, che prevede l'ordine all'esercito di entrare nel
cuore dei centri urbani.
Un membro dell'ufficio politico di Hamas, Mussa Abu Marzuk, ha affermato
oggi che il movimento islamico palestinese non sparerà razzi contro Israele
quando è in vigore la sospensione dei bombardamenti sulla Striscia di Gaza
da parte di Israele. Lo ha riferito un portavoce di Hamas a Damasco.
Israele vede con favore il dialogo con l' Egitto "al fine di porre fine al
terrorismo e al contrabbando di armi nella striscia di Gaza", secondo un
comunicato emesso oggi dell' ufficio del premier Ehud Olmert.
UCCISO IN RAID OPERATORE UMANITARIO, DISTRIBUIVA AIUTI
GINEVRA - Un impiegato dell' organizzazione non governativa Care
International e' stato ucciso nella notte tra martedi' e mercoledi' nel
corso di bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza. Lo ha reso noto
l'Ong che ha precisato: ''Care International piange la perdita di un
operatore del suo programma di distribuzione alimentare a Gaza, ucciso la
notte scorsa da un bombardamento aereo. Mohammed Ibrahim Samouni, padre di
sei bambini, e' stato ucciso e i suoi figli sono stati gravemente feriti''.
La direttrice di Care in Cisgiordania e a Gaza, Martha Myers, ha
sottolineato come Gaza sia ''una delle zone piu' densamente popolate del
mondo. Le frontiere sono chiuse e, per i civili, non c'e' alcun luogo dove
fuggire e trovare riparo''.
Qualcosa si muove sul fronte della crisi di Gaza. Gli israeliani hanno
deciso "per ragioni umanitarie", di interrompere i bombardamenti per tre ore
al giorno. E Intanto il Consiglio di difesa del governo israeliano é stato
convocato in mattinata dal premier Ehud Olmert per fare il punto della
operazione 'Piombo Fuso', giunta ormai al suo 12/giorno e studiare la
situazione dopo la presentazione del piano franco-egiziano. A mezzogiorno,
come annunciato un paio d'ore prima, è entrata in vigore la 'cessazione dei
bombardamenti'. L'annuncio é stato dato da un portavoce militare israeliano:
"Posso confermare che è in atto una cessazione delle attività offensive in
questo momento al fine di facilitare gli aiuti umanitari, permettere alla
popolazione di approvvigionarsi e facilitare il lavoro delle organizzazioni
umanitarie". Può venire così messo in pratica quanto Olmert aveva deciso
nella notte, autorizzando un 'corridoio umanitario' di tre ore giornaliere -
compatibilmente con le necessità militari - per consentire alle agenzie
umanitarie di rifornire la popolazione di viveri.
Dal valico di Kerem Shalom Israele ha fatto transitare anche oggi decine di
camion con aiuti per la popolazione di Gaza. E mentre iniziava questa sorta
di tregua, i ministri e i responsabili dell' esercito venivano chiamati a
decidere se estendere ulteriormente le operazioni sul terreno (ricorrendo
anche alle unità di riservisti richiamate nei giorni scorsi) oppure cedere
alle pressioni internazionali che invocano una tregua immediata, anche alla
luce delle gravi condizioni umanitarie createsi fra gli abitanti di Gaza,
oltre un milione e mezzo di persone. Oggi intanto l'Unrwa - la agenzia
dell'Onu per i profughi palestinesi - ha smentito che ci fossero miliziani
palestinesi nella scuola al-Foukhar di Jabalya, dove ieri oltre 40 persone
sono rimaste uccise dal fuoco di mortai israeliani. Anche l'ospedale Shifa
di Gaza ha smentito informazioni israeliane secondo cui "nei suoi
sotterranei" avrebbero trovato riparo dirigenti di Hamas. Israele invece
continua ad accusare Hamas di utilizzare "cinicamente" i civili come scudo
umano per attaccare l'esercito.
Quanto ai combattimenti, due miliziani sono stati uccisi di prima mattina
dal fuoco israeliano e altre sette persone sono poi rimaste uccise in
combattimenti divampati nel rione di Sheikh Radwan, a Gaza. Non si sa ancora
se fossero civili o uomini armati. Complessivamente, dall'inizio delle
ostilità, 680 palestinesi sono stati uccisi a Gaza dal fuoco israeliano e
altri 3.000 sono stati feriti. Nel frattempo il braccio armato di Hamas
prosegue gli attacchi di razzi contro diverse città israeliane. Nella
mattinata ne sono esplosi una decina. Le città colpite sono state Ashqelon,
Ashdod e Sderot. Non si ha notizia di vittime.
FRATTINI, TREGUA TRE ORE PRIMO SPIRAGLIO CESSATE FUOCO
La tregua di tre ore al giorno annunciata da Israele nella Striscia di Gaza
è da "perseguire con pervicacia perché è il primo spiraglio a una tregua
permanente". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel
corso della trasmissione Radio Anch'io su Radio 1.
Per garantire il rispetto della tregua di tre ore al giorno annunciata da
Israele nella Striscia di Gaza, "occorre un controllo sul flusso e sul
traffico di armi che alimentano Hamas", affidato "non solo a personale
internazionale, ma anche a personale di Abu Mazen, dell'Autorità nazionale
palestinese. Loro devono riprendere il controllo delle frontiere". Ha detto
il ministro degli Esteri. Ma "é chiaro - ha aggiunto Frattini - che questo
deve implicare una mediazione araba. La mediazione egiziana forse può
riuscire dove in passato aveva fallito e spiegare a un'organizzazione con
cui noi non trattiamo, cioé Hamas, che devono accettare il governo legittimo
di Abu Mazen". "Altrimenti una presenza solo europea non sarà sufficiente",
ha concluso il ministro riferendosi alla possibilità di dispiegare una forza
internazionale alla frontiera tra la Striscia di Gaza e l'Egitto quando sarà
conclusa l'offensiva israeliana.
http://www.ansa.it/opencms/export/si...847338001.html