Ecco, stavo per scrivere un post pieno di pathos sul fatto che a breve dovrò rinnovare la mia patente di guida per la seconda volta e su quanto quest'appuntamento con la burocrazia costituisca un segno inequivocabile di vecchiaia. Così ieri sera, a cena con alcuni amici, ho bevuto per dimenticare il triste e inesorabile scorrere del tempo. Naturalmente oggi ho avuto per tutto il giorno i postumi di una sbornia tremenda. E anche questo è un segnale evidente. Perché non è che abbia bevuto molto ieri sera, ma non ci sono più abituata e così bastano una grappa e du' visantini a mettermi ko e farmi sentire uno straccio per tutto il giorno successivo. Mi viene in mente un post bellissimo di Lia sull'argomento, ma non credo di riuscire a ritrovarlo.
Vabbè. Adesso ho deciso di stare attenta e di condurre una vita sana fino al prossimo fine settimana quando a Firenze si svolgerà la Biennale del Gusto. All'interno di questa manifestazione è stato organizzato una specie di festival del cibo di strada. Praticamente: dal kebab al lampredotto, passando per la porchetta, gli arancini siciliani ecc. ecc. Quando ci penso mi vengono le lacrime agli occhi dalla gioia. Dopo questo mi metto a dieta, lo giuro sui miei figli.
-----
Aggiornamento, cinque minuti dopo.
Grazie al Tumblr (vedi - ipotetico blogger purista - che tutti questi aggeggi extra blog servono a qualcosa?) ho ritrovato quel post di Lia. Beh, adesso vado su Facebook a giocare a Pet Society...
Ecco son tutta un fremito e non vedo l'ora che ricominci Lost. Tutti mi consigliano altri telefilm, ma non sono la stessa cosa, Lost è Lost. Punto e basta.
Ho provato a vedere altre cose, ma non c'è nulla come Lost. Negli Anni Novanta, invece, la mia passione era Absolutely Fabolous, che mi facevo inviare dagli amici all'estero in cassette VHS registrate con tanto amore, visto che da noi non l'hanno mai trasmesso, credo.
Stasera dedicherò la serata allo sport e alla forma fisica, cosa che cerco di fare più o meno regolarmente - infortuni permettendo - oramai da diversi mesi. Ovviamente non ho perso nemmeno un etto, perché sono una buona forchetta (diciamo così) e non riesco a stare a dieta. L'ho scritto tante di quelle volte su questo blog che non c'è bisogno di ribadire il concetto... Insomma poco fa, spippolando a casaccio su Splinder, ho visto questo blog e ho pensato che forse è una buona idea. Adesso sto mediatando di aprirne anch'io uno su questo genere, scrivendoci, di giorno in giorno, quel che mangio e quanto peso. Vabbè, è una roba vecchia, trita e ritrita, inaugurata negli anni Novanta da Bridget Jones. Tuttavia mi sembra un buon espediente. Consigli? Mi viene la tristezza solo a scriverla la parola dieta...
---
Aggiornamento: poco fa, in chat, la mia amica mi ha detto che oggi Simon Le Bon compie 50 anni. Mamma mia che impressione. Mi sento vecchia!
Ecco una foto del mio frigorifero, nella sua tipica veste domenicale, postata su Frigidaire Contest nel marzo del 2005 (qui il post dell'epoca):
Invece di seguito c'è la foto del mio frigorifero, che ho scattato non più di un mesetto fa, per partecipare a un evento su Facebook di Tommaso Labranca*:
Quest'anno ho ricominciato a guardare, dopo un paio d'anni di allontanamento per smaltirne l'overdose iniziale, qualche puntata dell'Isola dei Famosi. Non so perché, ma questa volta mi sono appassionata. Tuttavia quest'edizione manca di toscani potenziali bestemmiatori, categoria che apprezzo sempre molto nei reality. Specialmente quando scoppia lo scandalo, allora tutti s'indignano e fanno finta di essere seri. Nonostante questa grave pecca, lo guardo lo stesso anche se l'acconciatura della Ventura mi fa paura e devo distogliere lo sguardo quando la inquadrano troppo da vicino. Vabbè.
All'inizio avevo eletto come mio personaggio preferito la Flavia Vento, ma quella bischera si è ritirata. Eppure le sarebbe bastato di dosarsi le mattane e la follia e avrebbe avuto la vittoria in tasca. Avrebbe vinto anche solo per il suo modo di parlare che è troppo divertente.
Quando la Flavia se ne è andata ho scelto Massimo Ciavarro come mio preferito. E soltanto a pronunciare il suo nome a voce alta mi parte il momento evocativo, col conseguente snocciolamento di ricordi dell'adolescenza e della gioventù. A dire il vero non è che siano bei ricordi, perché in adolescenza io ero sempre in crisi e alimentavo il tutto frequentando amici più in crisi di me.
Ma questa è un'altra storia e non c'entra nulla con l'Isola dei Famosi. Insomma: dopo aver scelto Ciavarro come mio preferito lui si è sentito male ed è uscito dal gioco. Sfiga, poveraccio. Poi sono arrivate quelle gemelle napoletante con la faccia da faina e che fanno incazzare tutti a morte. Sono tremende in stereofonia. Beppe Quintale, che le odia con tutto il cuore, ha detto che per causa loro si vergogna di essere napoletano. Come se la faccia a culo e la voglia di seminare zizzania c'entrasse con la provenienza geografica. Oddìo, ora che ci penso mi rendo conto di non aver mai saputo chi sia Beppe Quintale...
<Momento Facebook> Gattasorniona ha mangiato delle pappardelle al sugo e ora si sente come un pitone che si sia ingoiato una capra intera</Momento Facebook>
Digito sulla tastiera con molta attenzione. È già un paio di volte che cancello inavvertitamente il post appena scritto e Splinder su queste mancanze non perdona: non si può tornare indietro. Proprio come nei momenti fondamentali dell'esistenza. Ecco.
L'altro giorno, per esempio, avevo scritto un post parecchio accorato su quanto mi piacerebbe far parte dello staff di Fabio Volo e accompagnarlo, tutta spesata, in giro per New York a fare le riprese per il suo programma televisivo. Che poi il suddetto programma sia una bischerata non importa, sempre meglio che stare otto ore al giorno in ditta...
Vabbè, ho sempre di questi pensieri quando sono in ufficio e mi sento stanca e spallata, ovvero tutti i giorni dalle quattordici e trenta in poi... Così ho inventato un modo efficace per rilassarmi: mi metto a pensare a scelte professionali alternative e paraculissime e ne esploro mentalmente tutti i risvolti. E questo fantasticare mi rilassa sempre un casino.
Ma non volevo scrivere di Fabio Volo che vaga atteggiandosi a intellettuale per NewYork. Per me ha raggiunto il suo meglio nell'intervista che fece tutto 'gnudo alla tipa dello jogurt al bifidus... Alessia Marcuzzi , ecco non mi veniva il nome.
Prima di tutto cerco di ridurre il font ché mi sono spaventata quando ho riaperto il blog senza ricordarmi del cambiamento. Provo a diminuire il tutto. Vediamo un po'.
Ma non volevo addentrarmi in questi tecnicismi perché sta per cominciare Un posto al Sole e ho poco tempo. Ecco.
Volevo raccontare della fine dell'estate. Oggi mi sento così. Allora, tempo fa ho comprato un completo di finto lino, camicia e pantalone, alla bottega/mercatino dei cinesi sulla passeggiata di Lido di Camaiore. Ora, c'è da specificare che una parte della mia famiglia passa le vacanze a Viareggio da sempre. Per quanto mi riguarda al compimento del sedicesimo anno di età mi sono ribellata a questo status quo e da allora sono autorizzata a trascorrerci soltanto un paio di giorni all'anno. La calura fiorentina, o il paesello stantio della nonna mi sono più congeniali.
Ma quei due giorni in Versilia, cascasse il mondo, mi toccano per forza. E sono sempre scanditi da rituali consolidati a cui non è possibile apportare alcun cambiamento.
Così ogni anno devo andare a 'sto mercatino dei cinesi, tutto a due-tre euro, e acquistare qualcosa. La zia sovrintende al mio acquisto, mormorando, sottovoce, brevi direttive del tipo: «no quel colore no,» oppure «no, quella camicia è rovinata, prendi l'altra.» E cose così. Ora mi chiedo a quanti trentottenni succedono queste cose? Ho provato a corrompere la zia con un aperitivo al porto, così da saltare i cinesi del Lido. Ma non c'è cascata. La seconda parte di questo rituale è che per fattori congiunturali, gli abiti acquistati rimangono sempre alla zia. E lei me li riporta sempre quando oramai l'estate è finita ed è troppo freddo per poterli indossare. Così come ha fatto ieri col mio completo in finto lino. E questi esemplari sartoriali finiscono sempre in fondo all'armadio e spesso spariscono nel nulla per ricomparire, quando va bene, lustri dopo, talmente stazzonati da servire soltanto come cenci da spolvero.
Sono in partenza verso luoghi selvatici; sciopero dei treni permettendo, naturalmente. Parto controvoglia, perché il tempo è cambiato e l'autunno incombente si fa sentire. Così preferirei di gran lunga non fare nulla per tutto il giorno e uscire solo stasera, per un aperitivo e rigorosamente in centro.
Invece so già che mi attende la preparazione coatta di marmellate, una serie di conversazioni surreali con la nonna e le sue amichette e una mitica seratona alla casa del popolo, tra caffè corretto alla Sambuca e, pure qui, conversazioni surreali con i miei compaesani.
Spero soltanto che stasera non ci siano eventi sportivi importanti perché in queste occasioni la casa del popolo si riempie di gente urlante e l'atmosfera malinconica che vi regna di solito e che amo tanto, si trasforma in tristezza assoluta. Ora che l'ho scritto mi pare molto meglio e mi è pure venuta voglia di partire.
Infine lascio il blog con i caratteri cambiati. Come avevo già scritto qualche post qui sotto, sto aggiornando il template e questa volta vorrei delle scritte più grandi. Questo Times New Roman mi pare leggibile, così si prova per qualche giorno. In effetti son passati degli anni da quando ho aperto 'sto blog e, triste ma vero, la mia vista non è più quella di una volta.
Bene, adesso sono anche depressa. Posso partire, non mi manca nulla.
Mi sono alzata all'alba. Sono andata in stazione per prendere il treno che avrebbe dovuto portarmi dalla nonna. Invece ho passato una buona mezz'ora a spiegare a turisti giapponesi attoniti che la scritta SOPP significa che quel treno è stato cancellato e che bisogna mettersi l'animo in pace.
Il motivo per tutti quei treni regionali soppressi? Uno sciopero che finirà stasera alle 21:00. Ecco.
Mi sbaglio o nelle stazioni non c'è un servizio informazioni? Un certo tipo di decadenza di solito mi affascina perché rende avventurosa anche una normale tratta regionale di pochi chilometri.
Oggi, invece, mi ha fatto girare le scatole. Naturalmente su Repubblica.it, né nazionale né locale, c'è traccia di questa notizia. In compenso sulla prima pagina della cronaca di Firenze ho letto che finalmente il cinghiale di Careggi è stato catturato e i vialetti intorno agli ospedali sono stati liberati dalla sua ingombrante presenza.
Sto vivendo un momento due punto zero. Praticamente mi sono trasferita su facebook. Sto sempre di là a scrivere di me stessa in terza persona: "Gatta sta prendendo il terzo caffè", "Gatta ha mangiato le zucchine", "Gatta si gratta la schiena con l'ausilio della sua manina grattatrice (detta anche: l'euro meglio speso di tutta la mia vita al mercatino dei troiai cinesi)". Insomma: tutte cose così.
Naturalmente sono diventata avida di contatti, o amici che dir si voglia, e ho esaurito in due balletti tutti gli indirizzi della mia rubrica di gattasorniona at gimmeil punto com. Adesso ci starebbe un appello accorato rivolto con tanto pathos a chi legge queste righe. Vabbè, lascio perdere, a buon intenditore poche parole.
Poi, ho aperto anche un account col mio nome borghese su Linkedin. E qui sono cominciate le carrambate. Oggi mi ha contattata un tizio che non sentivo da anni, con cui collaboravo e che non sta a Firenze ed eravamo tutti contenti di esserci ritrovati. Poi ho fatto mente locale e mi sono resa conto che in tutto questo tempo avremmo potuto scriverci qualche email di tanto in tanto, evitando di emozionarci come due bischeri soltanto perché le nostre rubriche degli indirizzi di posta elettronica riescono a comunicare tra di loro. Comunque sia, non ho ancora capito se Linkedin mi piace o no...
Ma in questo periodo non vivo di fronte al computer e basta. Ci mancherebbe. Ieri sera, per esempio, sono andata in piazza della Passera a sentire un concertino. Mi sono annoiata a morte, tuttavia la location è sempre molto suggestiva e si stava bene lì all'aperto a bere vino equo e solidale (almeno mi pare che fosse equo e solidale...). Può darsi che giovedì ci ritorni per sentirne un altro che dovrebbe essere meglio di quello di ieri sera. Mi rendo conto che potrei essere più precisa nel raccontare queste cose, è solo che non mi ricordo nulla e in questo momento non ho sottomano il programma. Il sito di piazza della Passera contiene informazioni risalenti al 2006 e non mi pare il caso linkarlo.
Adesso me ne vado a letto. A leggere. Oggi pomeriggio, dopo il lavoro, me ne sono andata a fare una passeggiata in centro e mi sono regalata: 78.08 di Tommaso Labranca e Una testa mozzata di Irvine Welsh. Ho già cominciato 78.08 mentre mi bevevo una birrina in totale relax nel mio pub preferito del centro.
Allora c'è questo mio amico carissimo di lunga data. Chiamamolo Ugo ché gli calza a pennello. Fin dalla metà degli anni Novanta, Ugo è un assiduo frequentatore delle chat su Internet. Quelle a scopo incontro and trombo, tanto per essere chiari e non lasciare nulla al fraintendimento.
Qualche sera fa ci siamo ritrovati in una pizzeria del centro per due birre e due Napoli, come piace a noi. Tra le tante cose Ugo mi ha raccontato che attualmente riesce a gestire ben sedici identità differenti su internet. Sedici, cavolo. Schizofrenia 2.0. In questo marasma di persone immaginarie, ciascuno col suo carattere e le sue particolarità, alcuni col blog, altri con Myspace o con Facebook, ci sono pure diverse donne.
Ugo mi ha detto che ci sente un casino a fare le parte della donna e che gli viene proprio bene. In tanti anni nessuno l'ha mai sgamato. A quel punto è arrivata la Napoli profumatissima e mi sono dimenticata di chiedergli perché si spacci anche per donna e soprattutto a che gli serva far finta di essere 16 persone diverse in chat... forse lo fa per chattare tra sé e sé. Ma le mie sono solo squallide illazioni.
Tuttavia sono contenta di non frequentare le chat. E di avere soltanto un alter ego virtuale e pure un po' 2.0.
Son malinconica, una brutta notizia che ho ricevuto un paio di giorni fa ha risvegliato tutto d'un botto il mio spleen atavico. Son due giorni che ciondolo incredula. Oggi non ho ancora tolto il pigiama. Lo farò solo più tardi, per andare a comprare una mozzarella e dei fagiolini al supermarket. Il tutto rigorosamente in orario di chiusura. Sennò non c'è soddisfazione. E poi adesso ho da rimuginare sulla parte più bella del mio passato e su come non tornerà più, per davvero. Oddìo che giornate impegnative queste. Penso che insieme ai fagiolini comprerò pure una bottiglia di vino ché stasera ci vuole.
Mi sono resa conto di essere entrata in una nuova fase della mia vita. Ecco.
Un tempo, infatti, per socializzare e passare una serata mondana, dovevo andare in qualche locale all'aperitivo e rimanere lì almeno un paio d'ore a chiaccherare con amici e non.
Adesso, per fare esattamente la stessa cosa, è sufficiente che, dopo il lavoro, passi dal supermercato rionale.
Ieri, per esempio, un'ora e mezza per comprare tre cose di numero e, sopratutto, per incontrare un po' di amici e cianare tutti insieme, in allegria...
Sono tornata, ma c'ho 'na fiacca.
Ho già ricominciato a lavorare e adesso mi pare di non essere nemmeno andata in ferie. E che cavolo! Eppure in ferie ci sono andata e sono stata pure bene. Tuttavia gli effetti benefici del viaggio sono svaniti all'istante e adesso mi è rimasta solo la gestione di un jet lag, o giramento di coglioni che dir si voglia, senza precedenti. Ma è un effetto collaterale delle vacanze piuttosto comune. Statistiche sofisticatissime, frutto di una discussione approfondita e interminabile in sala caffè, hanno rilevato che il giramento di palle post-ferie affligge due europei su tre. Per consenso quasi unanime gli unici rimedi possibili a tale sciagura sono: andare a cena fuori con gli amici e/o, per chi può, trombare tanto e, soprattutto, bene. Ecco.
Questo post in TG2 Costume e Società farebbe la sua porca figura.
Adesso, se fossi una brava blogger, dedita a questo hobby con la serietà che merita, potrei cominciare un meme sulle statistiche di Blogbabel. Cavolo ho perso diverse posizioni sulla classifica. Ma porca miseria. Il mio ottimo punteggio di duemila settecento e rotti è sceso fino a un umiliante duemila ottocento e rotti... Tutto ciò è intollerabile. Opperché signori di Blogbabel, è forse perché non tuittero?
Qui ci si sta preparando per andare in ferie.
Ho chiuso tutto, svuotato il frigo, portato via la spazzatura, mandato una tonnellata di email, comprato 5 paia di mutande nuove perché guai a partire con i mutandoni sformati. Non sta bene.
Mi manca ancora qualcosina da fare, tipo tutte le valigie, ma direi che il grosso è stato fatto. E come sempre ho la convinzione di essermi scordata qualcosa di fondamentale. E so già che sarà così. Pazienza mi arrangerò.
La destinazione non ha importanza, non ha mai importanza, tutto ciò che conta è levarsi dalle scatole per un po'. Come dice la mia amica impegnata? Staccare la spina, ri-ge-ne-rar-si. Ecco, proprio così.
Perciò lascio il blog incustodito per qualche tempo. Probabilmente, di tanto in tanto, farò una capatina, ma lo scrivo ogni anno e poi non lo faccio mai.
Chiedo solo una cortesia a chi si trovasse a passare di qui. Durante la mia assenza, per favore, qualche anima buona dia da mangiare ai miei pesci. Grazie, lo apprezzo molto. Buone vacanze!
Mia madre ha lasciato delle verdure nel frigorifero, affinché mangi sano e naturale. Grazie, mamma, ottima idea. Solo che si è scordata di dirmelo. E io non ho aperto i cassetti in basso per giorni. Così ho ritrovato questo fagotto pieno zipillo di varie verdure, ormai troppo passate per poterle gustare crude o semplicemente bollite.
Allora ho inventato un sugo per la pasta che sta spopolando tra i miei amici. Eccolo qui. Le quantità sono a piacere, io ho usato tutto quello che avevo in frigo, perché è un peccato buttare via il cibo, bla bla bla...
Ingredienti.
Cipolle fresche tagliate a pezzi piccoli.
Peperoni dolci piccoli verdi, quelli proprio piccoli , privati dei semi e tagliati a listarelle.
Un po' di zucchine tagliate a fettine.
Pomodori ciliegini maturi tagliati a pezzetti.
Vino bianco,
un dado,
una mozzarella tagliata a dadini,
sale, peperoncino piccante
e il parmigiano grattato.
Pasta corta nel formato preferito (io uso le penne).
Preparazione.
Far soffriggere la cipolla sminuzzata in poco olio finché non diventa leggermente bionda. Aggiungere i peperoni verdi. Aspettare un paio di minuti e mettere in pentola anche le zucchine tagliate a rondelle fini. Annaffiare in modo generoso col vino bianco. Quando il vino sarà evaporato tutto, aggiungere il dado e farlo sciogliere ben bene. Poi mettere in pentola anche i pomodori e lasciare cuocere per una mezz'oretta o giù di lì, col tegame coperto e mescolando di tanto in tanto. Salare e e peperoncinare secondo il gusto soggettivo. Nell'attesa versarsi un bicchiere di bianco fresco e sorseggiarlo lentamente e con gusto.
Far saltare la pasta al dente in padella col sugo suddetto e infine buttarci la mozzarella, in modo che si sciolga solo un po'. Servire con altro peperoncino piccante o, per chi lo gradisce, parmigiano grattato.
Una goduria. Sul serio. Specialmente perché l'ho accompagnato con dell'ottimo Gewürztraminer fresco e profumato.
1. Ho cominciato a fare un nuovo template per questo blog. Conoscendo i miei ritmi e le mie dinamiche tra qualche mese sarà pronto. Non anticipo nulla, solo che mi sto ispirando liberamente al template di Eio, secondo me uno tra i migliori su cui mi capiti di mettere gli occhi più spesso. C'è da dire che uso molto i feed, perciò mi sa che non ho una panoramica completa dei template che ci sono in giro...
2. Mi sto preparando per le ferie. Un bel viaggio lontano, in un posto in cui non sono mai stata, che arriva dopo l'ennesimo periodo di malattia. Mi ci vuole e sono contenta.
3. I piccioni, quegli stronzi, approfittando del fatto che fossi ricoverata e convalescente altrove, si sono impossessati della mia terrazza e hanno fatto un nido abnorme, di aghi di pino e sudiciume vario, in cui hanno deposto due uova bianche. Bastardi. Non mi è rimasto altro che prendere atto di questa sconfitta tremenda dopo mesi, anzi anni, spesi in disinfestazioni col repellente mentolato e sorveglianza attiva del perimetro.
4. Approfittando del riposo forzato mi sono letta una gran quantità di libri più o meno validi, dando finalmente una bella botta alla pila di libri da leggere che accumulo costantemente. Adesso posso tornare in libreria col cuore leggero e comprare quello che più mi attira.
5. A proposito di acquisti. Ho bisogno di una bicicletta nuova. E anche qui sono indecisa se rimanere sulla solita city bike o se, dopo anni che ci penso, passare a una giovanile mountain bike (con le ruote liscie, però!).
6. Infine, per una serie di circostanze casuali mi sono ritrovata a rivivere una fettina del mio passato di qualche anno fa. 'Na roba alla Proust, solo più persistente. Sono felice nell'aver preso coscienza di quanto stia meglio oggi, nonostante tutto.
pescespalla: pranziamo insieme e festeggiamo. che cosa vuoi mangiare: sushi? schifezze cinesi? pizza? gattasorniona: mah, non saprei... p.: ma come? oggi è la tua giornata, festeggiamo! e per una volta in barba alle diete. qual è la cosa che ti va di più e che di solito non puoi mangiare? g.: boh.. p. [senza perdere l'entusiasmo consueto]: dai di' una cosa! fritto? carpaccio con tartufo? g.: ecco ci sono: pasta al burro! p.: oddìo che squallore... g.: ma col parmigiano ! p.: ah, ecco. allora è tutta un'altra cosa.
la mia amica pescespalla dice che devo imparare a gratificarmi di più. e che devo anche volermi più bene. credo abbia ragione (qualsiasi cosa voglia dire volersi più bene...)
Da un po' di tempo a questa parte mi sentivo spesso in colpa per non riuscire a dedicare tempo a 'sto blog. Poi ho realizzato che il problema non è il tempo, poco era e poco rimane, piuttosto si tratta di una questione di frazioni 2.0.
La mia felice propensione allo spippolamento in libertà, infatti, non si è affatto ridotta, ma si è frastagliata andando oltre Splinder, verso altri lidi. Ho provato a sbarazzarmi del superfluo, tipo del mio tumblr, ma non ci sono riuscita.
Tempo fa feci pure un sondaggio per avere un po' di suggerimenti su quali emanazioni sornione sbarazzarmi per sempre. Poi ho capito che l'unica soluzione era un qualcosa che mi aiutasse a raggruppare tutte le mie emanazioni invece di eliminarle.
È per questo motivo che FriendFeed mi piace un monte. Mi ha rimessa in pace con la me stessa tenutaria di blog e di suoi derivati. Ovviamente consiglio di provarlo.