…sulle rive del Gange

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- Fra tre giorni si compirà, sulle rive del Gange, un oni-gomon
a cui devono prendere parte le bajadere e le nartachi della pagoda di Kalí
ed il manti certo non vi mancherà.
- Che cos’è questo oni-gomon? – chiese Sandokan.
- Si brucerà la vedova di Rangi-Nin sul cadavere del marito,
il quale era uno dei capi dei Thugs.
- Viva?
- Viva, sahib.
- E la polizia anglo-indiana lo permetterà?
- Nessuno andrà ad informarla.
- Credevo che quegli orribili sacrifici non si compissero piú.
- Il numero è ancora assai grande, non ostante la proibizione
degli inglesi. Se ne bruciano ancora molte delle vedove, sulle rive
del Gange.
E.Salgari, Le due Tigri, 1904

Dori Ghezzi, questa sera, intervistata al Tg5 ha parlato di Fabrizio De Andrè, ma ero sovrappensiero. M’era partito il link con Sati, eterna compagna di Shiva, e al suo gesto leggendario. E con un po’ di rammarico pensavo: ah, se solo De Andrè fosse stato indiano.

finalmente…

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Dice Veltroni: “O si cambia o gli elettori ci puniranno”. E qua uno s’aspetterebbe un bel “Wow!”. Vabbe’, lasciamo perdere: veniamo al merito e gioiamo. Cazzo, finalmente l’ha capito.

di medici e confessori…

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«Le donne hanno oggi il medico, come ieri avevano il confessore. I disastri che provocheranno questi nuovi confessori non saranno inferiori a quelli che provocavano un tempo quei vecchi medici.»

Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo

io non scappo…

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Gli arresti e il precipitare di ogni cosa scuotevano la giunta tutta intera come foglie morte su un acero in novembre e lei, Rosa Russo Iervolino, pur di non lasciare s’è decisa a un rimpasto (checché se ne dica): «È – dice il sindaco – un governo di piena innovazione. Ci sono sei nuovi assessori, che poi hanno gli incarichi più importanti, e altri quattro sono cambiati pochi mesi fa. Questo è il rinnovamento. Più di così non si poteva fare». Già. Più di così non si poteva fare, per mantenerla attaccata alla poltrona ché se il sindaco ne mandava a casa solo uno in più, uno solo, sarebbe caduta pure lei. Un rimpastuccio, insomma, in piena regola che è servito per non cadere rovinosamente e, di sponda, per dimostrare che il Pd a Napoli può mantenere la guida del Comune solo con questi espedienti, solo se accetta di essere impotente ad ogni reale cambiamento.
“Noi – ha dichiarato il sindaco – dobbiamo essere la discontinuità nella continuità”: una così forte contraddizione in termini, lanciata ai tg, come nulla fosse, senza manco arrossire un pochino, senza scuorno. Anzi, da consumata attrice, la Rosetta di Napoli continua dicendo: “Ho fatto parte di 10 governi. Almeno otto sono andati in parlamento con una possibilità di rischio. Una cosa è arrivare con il rischio dopo aver tentato il tutto e per tutto, una cosa è scappare. E io non scappo”. Infatti, lei non scappa. Manco se la vogliono cacciare a pedate nel culo.

quando i diritti diventano privilegi…

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«Non è con le unioni civili che si risolvono i problemi del Paese: crisi, povertà e occupazione sono le priorità alle quali il Governo dovrebbe porre attenzione, invece di perdersi in chiacchiere da salotto. Le famiglie e le imprese invocano aiuti concreti, come il quoziente familiare e politiche fiscali più equilibrate, non privilegi per gli omosessuali; il Governo pensi a questi problemi e lasci perdere i pruriti momentanei di qualche suo ministro o di qualche sedicente cattolico che interpreta a modo suo la Dottrina sociale della Chiesa.»

Luca Volontè, 4 gennaio 2009

[...]

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«Lo ripeto per la quarta volta, ha capito bene: dietro questa gravissima crisi economica si nasconde lo zampino di Satana: quando accadono divisioni, confusione, crisi, il grande tentatore è sempre presente. Lui se la ride e inevitabilmente le crisi e i dissesti economici hanno influenze anche sulla sfera personale. Creano allontanamento e frattura, esattamente quello che vuole Satana. Dunque affermare che la crisi finanziaria internazionale sia anche un prodotto satanico e gradito a Satana non è sbagliato. La crisi mondiale è dunque un fatto satanico».

padre Gabriele Amorth, 04.01.2009

[...]

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Vedo che salgo a rubare il sole per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonti l’ho chiuso nei miei occhi;
e chi avrà freddo lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.

( Fabrizio De André )

è la regola che lo impone…

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«Le parole del presidente Napolitano, come sempre
sanno cogliere i sentimenti e le preoccupazioni del popolo italiano.
»

Walter Veltroni

«Bravo presidente, 10 e lode: è stato un discorso di
un riformista
a tutto tondo. E’ riuscito a parlare al cuore e ha toccato
le corde del cuore del Paese.
»

Roberto Calderoli

«Un discorso di straordinaria autorevolezza.
Finalmente parole di verità sulla crisi,
parole che spazzano via banalità e sottovalutazioni.
»

Pierluigi Bersani

«Il richiamo del capo dello Stato alla corresponsabilità
tra maggioranza e opposizione per affrontare
al meglio la grave crisi economica trova pronta e
disponibile l’Italia dei valori.
»

Antonio Di Pietro

«Condividiamo pienamente il discorso del presidente
della Repubblica, che ha inquadrato con realismo
la difficile situazione economica e sociale che l’Italia,
con l’Europa, deve saper affrontare. E’ anche importante
il richiamo che il presidente ha voluto fare a un confronto
civile e costruttivo tra le forze politiche.
»

Fabrizio Cicchitto

«Da Napolitano è venuto un grande appello alla
responsabilità e alla coesione sociale.
Mi sembra la cifra esatta per affrontare le difficoltà che
il Paese sta vivendo. Centrale è stata l’attenzione ai lavoratori,
ai cittadini più deboli ed in particolare alle famiglie
in difficoltà.
»

Anna Finocchiaro

Come vendere aria fritta spacciandola per gustosa novità culinaria: parole avvolte in una friabile meringa lessicale che è l’insuperabile esca dell’ipocrisia tipica della politica italiana. Napolitano, col suo discorsino di fine anno, è piaciuto quasi a tutti. E non ha detto un cazzo. Del resto – è la regola che lo impone – l’unico modo per piacere quasi a tutti è non dire un cazzo.

neppure in Uganda

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“Il dettaglio, figlioli, è che l’Italia dei Valori non ha nessun collegio dei probiviri: a esser precisi non ha niente. Ha Di Pietro. L’Italia dei Valori è l’unico partito d’Europa (forse del mondo) che è affiancato da un’associazione costituita da Di Pietro (Presidente) e da Silvana Mura (Tesoriera) ed a Susanna Mazzoleni (moglie di Di Pietro) nel cui consiglio si può entrare solo con il consenso del Presidente (Di Pietro) al quale andranno tutti i soldi del finanziamento pubblico: il Partito, invece, è finanziato coi soldi degli iscritti; presidente del partito è il presidente (a vita) dell’associazione, cioè Di Pietro; la Tesoreria del partito appartiene alla tesoriera (a vita) dell’associazione, cioè a Silvana Mura, cioè a Di Pietro; né gli iscritti al Partito né un eventuale congresso possono sfiduciare il Presidente, cioè Di Pietro.
Una roba mai vista neppure in Uganda.”

Filippo Facci, 31 dicembre 2008