"Come ha detto qualcuno, le storie capitano solo a chi le sa raccontare. Analogamente, forse, le esperienze si presentano solo a chi è capace di viverle." (Paul Auster)
Tra guerre e terrorismo, Prodi e Berlusconi, D'Alema e Casini vari...
la voce di un 27enne un pò Paperoga e un pò Che Guevara che cerca di parlare di weblife, attualità , politica, tv, cinema e libri.
A fare da sottofondo le note a volte vibranti altre volte dolenti di una vita "under costruction".
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.::Perchè Barros e dintorni?::.
..in fondo, tutto nasce a fine anni '80 da una scritta con l'Uniposca su un banco di una scuola elementare della periferia torinese. C'era scritto: Viva Rui Barros! Era il mio banco.
Massimilian X
è lo pseudonimo di un animo inquieto.
Web master artigiano, scrittore autodidatta, blogger. Prima di andarsene, è cresciuto con il mito della Resistenza e gli occhi al cielo ad osservare le "Nuvole rapide" della sua città .
Ama la voce di Janis Joplin e i ritmi punk dei Ramones, guidare, giocare a pallone sulla spiaggia, la neve della Val Susa. Detesta l'arroganza, la destra, le verdure e il formaggio (a parte il Parmigiano).
Sogna di pubblicare il suo libro e di campare di parole.
Le inenarrabili sofferenze dell'aspirante scrittore...
dal 2/4/07 sono passati di qui *loading* loschi figuri. (la maggior parte recidivi)
Online
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Ci vi vede di la....
dattiloscritto da massimilianX
| alle ore 11:36 |
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23 agosto 1927. Sono passati 80 anni. Nicola Sacco (foggiano) e Bartolomeo Vanzetti (cuneese), anarchici emigrati negli Stati Uniti, finiscono la loro esistenza su una sedia elettrica.
Erano accusati di aver compiuto una rapina a mano armata uccidendo due persone.
Ma non era vero...
Bene, eccomi qui pronto a mettere il catenaccio a questo blog per una decina di giorni. Me ne vado in vacanza. Domani si parte da Roma, e dopo una tappa toscana a Castiglioncello saliremo verso per il Piemonte.
Da quanto tempo volevo fare questa vacanza? Non lo ricordo nemmno più ma mi pare siano due anni. L'anno scorso, in questo periodo, questo mancato viaggio è stato per me motivo di profonda tristezza, ma è passato un anno... un anno durissimo in cui ho forse un pò smesso di desiderare certe cose. O meglio, non ho smesso, ho solo cambiato prospettiva smettendo di pregare gli altri perchè le facciano. Mi sono concentrato sui problemi che bene o male mi hanno riempito la vita e impedito di pensare a ciò che mi manca e rivorrei.
Non vadi certo a me il merito per queste vacanze alle quali avrei forse rinunciato senza dire una parola, se Lei non avesse insistito. Perchè ha insistito? Mah.. non so, forse perchè sa che mi fa piacere rivedere certi luoghi e respirare di nuovo certe atmosfere che sono tutte e solo mie. Ma sono piaceri pericolosi... Odio sfiorare le cose e poi doverle lasciare, troppe volte mi è capitato e quando posso cerco di evitare con cura certe cose belle che però sembrano non essere per me. Morale discutibile ma ognuno vive come vuole.
Alla fine, comunque, mi sembra superfluo dire che sono strafelice di rivedere Torino, la Val di Susa e le Alpi. Sono certo che questa volta vivrò quei luoghi in modo diverso. Più sereno, forse rassegnato. Sono tutti e solo miei. Cerea, neh!
La vita è una domanda senza risposte... ti ho risposto e so di non averti risposto. Però è stata l'unica risposta sensata che ho sentito di darti. Un tempo, in quel tempo, avevo molte più certezze di oggi. Guardavo la mia vita con sfida e coraggio, sapevo di poter contare sulle mie forze e sulle mie capacità, così come una figlia di Ulisse ho sfidato mari e terre. Ma non è così. C'è chi fa della sua vita una lieve passeggiata senza sfide e chi come me, te, le sfide se le cerca fino a trovarsi in un labirinto senza uscita e prima o poi cade a picco nelle profondità dell'oceano. Allora rimpiangi il tempo in cui le sfide le inseguivi, ma non le vivevi e invidi chi ha fatto della propria vita una semplice passeggiata senza sussulti. Dovevemo vivere tutta questa burrasca io e te per capire che c'è più gioia nella quiete di un viale silenzioso, che in tante inutili battaglie senza vittorie. Ma non sarà sempre così. Ti ripeto sempre e forse per la prima volta mi accorgo di non aver perso le mie sfide, solo di aver cambiato rotta.
Le immagini provenienti dal mare Glaciale Artico, a 4 chilometri di profondità, la bandiera russa depositata da una navicella sommergibile trasportata da un rompighiaccio nucleare: è stato come lo sbarco sulla luna.
No, forse di più visto che un miliardario svedese ha pagato di tasca dua 3 milioni di dollari solo per essere membro della missione.
La diretta di una rinnovata superpotenza che per nulla intimidita davanti agli sguardi adirati degli Usa mette le mani su 10 miliardi di tonnellate di gas e petrolio. Il tutto sotto gli occhi del mondo, in barba alla legge internaziona che indica questa zona di proprietà di nessuna nazione.
La Russia di Putin ha deciso, vuole prendersi il Polo nord. E voglio dire, se l'intenzione fosse venuta da San Marino, dal Lussemburgo o dal Lichtenstein la cosa si sarebbe anche potuta tollerare, ma la Russia! Una enorme balena adagiata sul planisfero che non contenta ora reclama la proprietà di una fetta di mondo grande come Italia, Francia e Germania messe insieme.
Il gigante si è definitivamente svegliato. Pare.
Qualche giorno fa ho visto sfrecciare sulla Roma-Fiumicino un bel esemplare diCitroen 2 Cavalli.
Ho osservato per un pò la sua liena simpatica e nonostante gli anni quella lumaca di latta non mi trasmetteva affatto l'idea di un'auto vecchia. O almeno, non è stato questo il mio primo pensiero. Secondo me quando vedi una 2 Cavalli la prima cosa che pensi è che era un'auto strana, particolarissima, al fatto che sia vecchia ci arrivi solo molto dopo.
Sarebbe un modello da rifare, che dite?
Dopo la 500, il Maggiolino, anche la 2 Cavalli. Quasi mai questi ritorni al passato convincono, però chissà, magari viene fuori una di quelle macchine strane che piacciano a me...
Stamattina navigando su internet ho scoperto che in Italia perdurano gli appassionati della simpatica francesina e che soprattutto a Roma esiste un'attiva cominutà di "duecavallari" senza contare chi per finzione ci è andato anche alla rivoluzione portoghese...
Tornando alla mia idea di restyling, pare proprio che sia arriata in ritardo. C'è già qualcun altro che ha accarezzato il progetto di riportare in vita la storica "lumaca di latta".
E' già pronta in anteprima la pubblicità....
Come forse sapete sono juventino e come forse sapete... sono il gestore nonchè "colpevole" ideatore non pentito dello Juventus Blogger's Corner. A questo proposito ringrazio l'amico Pasquale (Paky71) per avermi inviato queste foto dal ritiro della Juventus e per il simpatico pensiero che ha voluto rivolgere a tutti noi dello JBC.
...per cui non scrivo una parola sul deputato Udc ( ) Cosimo Mele. Su quello che diceva essere giusto fare ("è necessario difendere la nostra identità cristiana") e su quel che si è scoperto faceva.
Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa...
Almost heaven, west virginia
Blue ridge mountains
Shenandoah river...
La guida scoperta ha qualcosa di affascinante, non scopro l'acqua calda.
Ieri sera giretto per le campagne romane provando la nuova auto arrivata in famiglia, una Alfa Spider rossa.
Davvero una gran macchina. Continuavo a lasciare il volante per "appendemi" con le mani al contorno nero del parabrezza (quello in cui combacia la capotte) e tamburellare con le dita seguendo il ritmo delle canzoni alla radio. Era più forte di me.
Una volta ho sentito dire che "la velocità si misura dalle emozioni che trasmette" e per quel che riguarda questa Alfa è proprio così: basta un filo di gas e via. Alla fine ti chiedi cosa servano quei 200cv sotto il cofano se è così piacevole percorrere le "country roads" a 70km/h ammirando il paesaggio: balle di fieno, speroni di tufo, cavalli, casali abbandonati, colline in stile XP.
Ci manca solo John Denver e poi ci si può scordare di guidare per delle strade "burine" e immaginarsi lunghe percorrenze sulla Route66.
Terminato il giro a questa Alfa Spider ho trovato solo un difetto. Forse i 200cv non serviranno, ma dopo esserci sceso ed aver ingranato la prima del mio Fiat Sedici, constatando la diversa reattività, ho guardato per un attimo il cambio interdetto: pensavo di essere a folle...
...country roads, take me home
To the place I belong
West virginia, mountain momma
Take me home, country roads...
Pare ci sia riuscito un pendolare piemontese, Robert Bernocco, che in 17 settimane ha scritto "Compagni di viaggio", pubblicato dalla casa editrice canadese online Lulu.com : il primo libro al mondo realizzato tramite un telefono cellulare. Un nuovo modo per diventare scrittori? Parebbe di sì visto che Robert, ha creato la sua opera interamente durante i suoi lunghi viaggi in treno, scrivendo brevi paragrafi in italiano corrente grazie il suo Nokia, per poi scaricarli sul computer di casa per rileggerli.
"Compagni di viaggio" costa 17,38 dollari ed ha già venduto 19.720 copie.
Complimenti Robert!
"Avanzava tra le sagome mute dei container, stando attento a sfuggire ai raggi di luce che piovevano a cascata dalle torri di fari alogeni. L'atmosfera era gravata dal silenzio punteggiato dal lamento delle carcasse delle navi da carico. Superò un hangar vertiginoso all'ombra del quale si accumulavano, tra i Fenwick color giallo vivo parcheggiati, mucchi di gasse e di moschettoni. Passando afferrò una sbarra di ferro , girò all'angolo della costruzione e si infilò tra due pareti di lamiera.
Un attimo dopo vide apparire il molo, aperto sul nero del cielo e dell'acqua.
Fu allora che la notò.
Di un rosso cupo iridato di mille luci. A pochi metri di distanza da lui, si ergeva la prua tutanica della nave. Non ebbe bisogno di leggere le lettere che spiccavano sul ventre d'acciaio per capire che aveva ritrovato la Pole Explorer."
"Gli abitanti del vecchio palazzo in pietra da taglio che costeggiava il parco Humlegard, a Stoccolma, erano gente benestante, sul genere di Oiva Juntunen, finlandese, gangaster di professione."
Sono le primissime righe de "Il bosco delle volpi" del finlandese Arto Paasilina, un libro dallo stile agile, preciso e ironico che vi consiglio vivamente.
Trama: Un gangster pigro che compie il più clamoroso furto di lingotti d’oro della storia, un maggiore dell’esercito finlandese in anno sabbatico, un’ultranovantenne evasa dal ricovero con il suo gatto e una folla di originali si ritrovano nel Bosco delle Volpi con le sue trappole fatali. Può succedere di tutto quando i personaggi di Paasilinna decidono di abbandonare la cosiddetta società civile con il suo ordine e le sue restrizioni per quell’unica dimensione in cui riescono a vivere: la totale libertà, nella selvaggia natura nordica, dove la loro indomita esuberanza innesca una serie di esilaranti avventure.
Scenari che ci narrano di una Finlandia estrema, boschi incantati e personaggi grotteschi.
Morale: a me è piaciuto un sacco! Chissà forse ci voleva proprio questo signore del profondo nord, ex guardiaboschi, ex giornalista ed ex poeta per ricordare a molti come si possono esprimere grandi concetti con estrema semplicità.
Nel centro storico mancano solo i teschi sui sampietrini e poi è tale e quale al deserto. I turisti passeggiano rasenti i muri per trovare alla ricerca di una sottile fettina d'ombra.
- Scusa dove essere piazza Navona?-
Ma che caspita ci andate a fare! Capisco se chiedessero "dove essere Monte Bianco", ma piazza Navona...
Lungotevere. Non si muove un filo d'aria finchè non scatta il semaforo, poi orde di motorini sfrecciano sotto Castel Sant'Angelo.
Piazza Cavour. C'è una leggera brezza, forse portata dall'origine piemontese del nome. La gente attende l'autobus, quello che per definizione non arriva mai, sotto le guglie della chiesa valdese.
Io lavoro, scrivo, riordino.
Fa caldo ma la mia vita continua ad essere immobile, congelata. Forse domani... chissà.
- Una spremuta con ghiaccio, grazie!-
Ho letto "La fratellanza della sacra Sindone" con curiosità. Ritrovare tra le righe l'ambientazione torinese mi fa sempre piacere, se poi a scrivere èJulia Navarro, da molti definita la migliore autrice contemporanea spagnola, allora la voglia di immergersi nel romanzo è doppia.
Il solito triller sull'onda de "Il Codice da Vinci"? Ma no, la traduzione in quindici lingue e oltre un milione di copie vendute fanno vantare a questo libro una sua propria personalità.
Trama:domate le fiamme divampate nel duomo di Torino, viene rinvenuto il cadavere carbonizzato di un uomo senza lingua, e non è il primo a rimanere coinvolto nei numerosi incidenti che hanno colpito la cattedrale nel corso degli anni. È un particolare che mette in allarme l'istinto del capitano Valoni, il capo del Comando per la tutela del patrimonio artistico. L'incendio apparentemente sembra essere stato causato da un banale corto circuito, alcune opere d'arte sono andate distrutte, ma il tentativo di furto sembra da escludere. Allora quali erano le reali intenzioni dell'uomo senza lingua? Valoni è convinto che al centro di tutto vi sia la più importante reliquia della Cristianità conservata nella cattedrale: la Sacra Sindone.
Coadiuvato da una squadra di fidi collaboratori, tra cui l’affascinante storica dell’arte Sofia Galloni, il detective ripercorre le tappe della storia del sacro lenzuolo compiendo un viaggio a ritroso nel tempo fino agli albori del cristianesimo. Scopre così che la reliquia è contesa da sette segrete e gruppi di potere occulto sin da quando, subito dopo la morte di Gesù, fu consegnata dal discepolo Josar nelle mani del sovrano di Edessa, Abgar, guarendolo miracolosamente da una malattia mortale. Difesa strenuamente da una confraternita di custodi, coinvolta nelle lotte dei crociati in Terra Santa, la Sindone è rivendicata anche dai Templari. Dall’epoca bizantina alla Francia di Filippo il Bello, dalla Spagna di ieri alla Turchia di oggi, le lotte per il suo possesso si succedono nei secoli coinvolgendo un’élite di uomini colti di grande potere con insospettabili rappresentanti anche nell’epoca presente.
Insomma, "La fratellanza della sacra Sindone" si rivela una storia avvincente, di quelle che ti spingono a non lasciare il libro a metà. Un continuo parallelismo tra i fatti storici e le indagini moderne, con un finale che definirei particolare...
Più che il suo modo di scrivere che molti hanno criticato (definendolo "noioso", ma non è vero!), una sola cosa, non di poco conto a mio avviso, rimprovererei alla Navarro. Alla fine mi è mancato il motivo stesso per cui avevo comprato questo libro: Torino. E Torino non si "vede". Viene nominata spesso, lì si svolge la maggior parte del romanzo ma quasi non ci si accorge quando l'azione è spostata a Roma oppure in Francia, in Inghilterra o a New York. Vengono tralasciate le descrizioni dei luoghi. Tutto questo nonostante l'autrice ringrazi nella prefazione, un amico torinese per averla condotta alla scoperta della sua città e delle gallerie sotterranee che corrono sotto il suolo del capoluogo subalpino. Secondo me, anche se a Torino non ci fosse mai stata, avrebbe potuto scrivere le stesse cose.
Il senatore di Alleanza Nazionale aveva "preso in prestito" un'ambulanza il giorno della visita di George Bush a Roma, in modo da poter arrivare in tempo negli studi di La7 e poter partecipare a una trasmissione televisiva. In seguito al polverone sollevatosi sulla vicenda aveva annunciato le sue dimissioni.
La notizia del giorno è che il caro Gustavo, uomo di destra integerrimo e dalle irremovibili convinzioni ci ha ripensato:"ritiro le mie dimissioni.I cittadini mi invitano a restare".
Da quando ne ho sentito parlare sto diventando un ammiratore di Banksy, anonimo autore di graffiti inglese.
Politica, cultura e etica, sempre a sfondo satirico, sono i temi delle sue opere "esposte" su molti muri di Londra e di altre città al mondo.
La parola "muri" fa comparire il dilemma: imbrattatore o artista? A mio parere di certo la seconda.
Il Graffiti writing è un'arte del nostro tempo ma forse, per rendercene davvero conto, dovremo aspettare... un altro tempo.
Chissà, magari per i nostri nipoti Banksy sarà una specie di Van Gogh del 2000 e la cosa eccezionale è che non dovranno nemmeno pagare il biglietto del museo per vedere le sue opere.
... Partirono verso il regno della suprema viltà umama. Partirono verso il fango di tutte le trincee. Partirono.... E la morte venne! Venne ebbra di sangue e danzò macabramente sul mondo.
Danzò con peidi di folgore... Danzò e rise... Rise e danzò... Per cinque lunghi anni.
Ah, Come è volgare la morte che danza senza avere sul dorso le ali di un'idea...
(Renzo Novatore, "Verso il nulla creatore")
Tempi neri per i guerrafondai filo-amerciani .
Pochi giorni fa il New York Times ha scritto chiaro e tondo che bisogna andar via dall'Iraq. Affermazione che, come si ricorda nel blog Segnaleorario è stata scritta "dopo aver fatto finta che esistessero le armi di distruzione di massa, dopo aver omesso di raccontare che era solo un regolamento di conti tra ex soci in affari e, in subordine, un'operazione petrolifera. Più intellettualmente disonesti di così si muore." Oggi arriva un'ennesima batosta all'amministrazione Bush e a chi, anche in Italia, ha appoggiato per posizioni di comoda la guerra globale al terrorismo: "Al Queida è forte come il 2001 ed è pronta a lanciare altri attacchi spettacolari". Lo dice la Cia non Caruso...
Pare avesse ragione chi, fin dall'inizio e beccandosi alla meglio del "talebano", incitava a disertare la guerra dei padroni che interessava infine solo a loro.
Insomma la lotta al terrorismo condotta da Bush e appoggiata da Silvio Berlusconi prima ed in buona parte da Prodi, è stata un fiasco clamoroso:
- L'Iraq di oggi è un confuso pantano senza via d'uscita.
- Bin Laden vivo o morto non si trova e comunque la sua rete terroristica appare in ottima salute.
- L'Afghanistan è retto dal non-governo del "sindaco di Kabul" Karzai (lo chiamano così perchè se esce dalla capitale lo ammazzano).
Nel vano tentativo di "esportare la democrazia " in questi paesi muoiono ogni giorno ragazzi di vari Paesi.
E Dio solo sa quanto è doloroso morire senza sapere il perchè.
La notizia è una di quelle da far tremare la blogosfera intera. Io l'ho appresa da qui e vi riporto le parole del blogger Pietro Ricca.
"EmilioFede mi ha querelato e la finanza ha cambiato le chiavi di accesso al mio blog, impedendomi di pubblicare nuovi articoli.
Il blog mi è stato chiuso su richiesta del pubblico ministero romano Giuseppe Saieva, con atto del gip Cecilia Demma. Il "sequestro preventivo" mi è stato notificato alle 14,00 di oggi 10 luglio da due agenti del "nucleo speciale contro le frodi telematiche" della guardia di finanza, venuti appositamente dalla capitale. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la contestazione al circolo della stampa di Milano del 16 aprile 2007. In esecuzione del medesimo provvedimento è stato cancellato dal blog un mio articolo relativo alla vicenda Fede e i commenti a margine dei lettori.Per motivi tecnici non è stato possibile, come pure era stato richiesto dall'autorità giudiziaria, togliere il video da youtube. Non si è arrivati all'oscuramento totale del blog, che pure era stato prospettato nel decreto di sequestro preventivo, solo perché gli agenti della finanza hanno adottato la soluzione di modificare la mia password di amministratore di www.pieroricca.org, previa missione mattutina a Sarzana (La Spezia), sede legale della società di gestione del blog.
Naturalmente farò immediata richiesta di dissequestro e mi riservo di querelare a mia volta il signor Fede. Ricordo infatti che la contestazione ebbe come antefatto una mia domanda (sul caso Europa 7 e le frequenze abusivamente occupate da Rete 4), alla quale il direttore del tg4 rispose dandomi dell' "imbecille". Per non parlare dello sputo che mi indirizzò nell'androne del circolo della stampa, come testimonia questo video:
Con il querelante ci confronteremo dunque in tribunale, magari davanti a qualcuno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo adorato datore di lavoro. Sarò lieto di farmi processare un'altra volta per aver espresso opinioni condivise dalle persone che stimo.
Nel frattempo non smetterò di interpellare e criticare i personaggi pubblici che non stimo, esercitando il mio diritto-dovere di dissenso. Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici del gruppo Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Ringrazio fin d'ora chi vorrà far circolare questo comunicato. Grazie".
Pietro Ricca.