Inserito da: Michelangelo | 21 Novembre 2008

Franz Kafka - Il Castello

Kafka F., Il Castello, Einaudi, 2007

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Chissà quali pensieri e speranze animavano l’agrimensore K. quando giunse nel misterioso villaggio dominato dal Castello. Vi avrebbe trovato un posto sicuro, un buon posto, chiamato direttamente dal Conte. Avrebbe esercitato la sua professione, sarebbe stato sicuramente soddisfatto. Anche felice, forse. Ma di certo non si aspettava che per iniziare il suo lavoro avrebbe dovuto affrontare un tortuoso e complesso percorso, ostacolato da funzionari burocrati che avrebbe guidato l’intero corso degli eventi.

Capolavoro di Franz Kafka, il Castello è un’opera inquietante ed enigmatica, che trova nella sua incompiutezza un ulteriore elemento di ermeticità. La vita dell’agrimensore K. viene trascinata da complessi ed interminabili iter burocratici, deviando dal normale corso degli eventi. Una città fredda ed inospitale, disciplinata da rigidi meccanismi, spesso privi di buon senso, governati da una inarrivabile casta, da dietro le mura del Castello.

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Inserito da: Michelangelo | 16 Novembre 2008

Monteriggioni di torri si corona

Come le torri di Monteriggioni tra la nebbia, così Dante, discendendo nel nono Cerchio, scorge i giganti che cingono il pozzo:

“come quando la nebbia si dissipa,
lo sguardo a poco a poco raffigura
ciò che che cela il vapor che l’aere stipa,
cosi forando l’aura grossa e scura,
più e più appressando ver la sponda,
fuggiemi errore e crescemi paura:
però che come sulla cerchia tonda
Monteriggion di torri si corona,
cosi ‘n la proda che ‘l pozzo circonda
torreggiavano di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove ancora quando tona”

(Dante Alighieri, Inferno Canto XXXI, vv. 40-45)

Le torri, imponenti come nella vivida descrizione del Poeta, sembrano quasi aver preservato il corso del tempo su questo piccolo borgo a pochi chilometri da Siena.

Strategico avamposto senese contro i fiorentini, risalente al XIII secolo, Monteriggioni è tutt’oggi un posto meraviglioso che conserva un autentico fascino medioevale.

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L’interno del borgo ruota intorno all’antica pieve di Santa Maria Assunta, costruita nel 1219 in stile romanico e gotico. Ogni anno, a luglio, nella piazza antistante si rievocano usi e costumi in una suggestiva festa medioevale (informazioni su: http://www.monteriggionimedievale.com/).

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Inserito da: Michelangelo | 15 Novembre 2008

Daunia Syrah Rosso Puglia IGT 2005

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Quando gli Iapigi, secondo i greci discendenti del figlio di Dedalo, approdarono nelle coste dell’Italia sud orientale, diederono origine a tre popolazioni: i Dauni, i Peucezi e i Messapi.
I primi popolarono l’area del Tavoliere delle Puglie e del Gargano, l’antica Capitanata, nota anche con il nome di Daunia.

Il Syrah di Primis affonda le radici nel passato della propria terra, trovando nella vinificazione in purezza di questo eccezionale vitigno un ottimo alleato nell’esprimere al meglio le caratteristiche di un terroir particolare.

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Inserito da: Michelangelo | 9 Novembre 2008

Una buona tazza di tè

“Accese la lampada sotto il vaso dell’acqua; aprì la scatola di lacca, dov’era conservato il tè, e mise nella porcellana una quantità misurata d’aroma; poi preparò due tazze. I suoi gesti erano lenti e un poco irresoluti, le sue mani bianche e purissime avevano nel muoversi una leggerezza quasi di farfalle…”
Il piacere - Gabriele D’Annunzio

Al giorno d’oggi, bere il tè probabilmente significa soprattutto riappropriarsi del proprio tempo. Lasciarsi trasportare da profumi avvolgenti, sorseggiare lentamente l’infuso, accompagnandolo con qualche dolcetto è quanto più di confortante ci può capitare soprattutto nelle fredde giornate invernali, per raccogliere le proprie idee e ristorare le energie. Magari è anche una piacevole occasione per sfogliare qualche pagina di un buon libro o abbandonarsi ad una piacevole conversazione.

tea-award1Raccolgo con piacere l’invito di Twostella del Giardino dei Ciliegi, che propone una simpatica iniziativa: L’Afternoon Tea Awards. Con l’occasione propongo due tipi di tè, immaginando due situazioni, magari due personalità:
Jasmin pearls, con piccole madeleines e le pagine di Simenon. Un’atmosfera rarefatta e delicata, in cui abbandonarsi a ricordi lontani, con un pizzico di malinconia.
Tè con zenzero e limone, accompagnato da una fetta di
Torta sarda con ricotta e limone e le pagine del barone rampante. Una pausa frizzante, per spiccare il volo con la fantasia.

Ma prima di tutto, forse è importante conoscere queste undici regole d’oro per “una buona tazza di tè”, scritte da un’inaspettato, quanto celebre, autore, nel 1946. Per scoprire di chi si tratta, non vi rimane che leggere fino in fondo…

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Inserito da: Michelangelo | 5 Novembre 2008

L’olio secondo Veronelli

olio-veronelliPensieri ad alta voce sul Manifesto dell’Olio di Luigi Veronelli, uno scritto coraggioso, visionario, profondamente appassionato e sincero.

“10 aprile 2001. Ciascuno avverte. È in corso un epocale mutamento sociale. Coinvolge appieno l’agricoltura. Il divenire, per molti aspetti rivoluzionario, del comparto olio d’oliva è già iniziato.”

Il tono quasi apocalittico susciterebbe qualche perplessità se non fosse per l’autorevolezza dell’autore. Così infatti, già nel 2001, Luigi Veronelli esordiva nell’intento di comunicare quella che sarebbe diventata di lì a poco una nuova dimensione della ricerca dell’eccellenza e, più in concreto, una vision imprenditoriale per alcuni produttori, fondata sul prodotto più antico e caratteristico della cucina, ma senz’ombra di dubbio, anche della cultura mediterranea: l’olio.

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Inserito da: Michelangelo | 1 Novembre 2008

Biscottificio Innocenti

Siamo a Trastevere, a due passi dall’isola tiberina, forse in un’angolo meno battuto dai turisti dove è un piacere passeggiare nelle fresche serate primaverili o nei tiepidi pomeriggi autunnali.

In un silenzio rotto solo dal calpestio di pochi passanti, è quasi fiabesco l’incontro con una bottega che rievoca il sapore antico delle cose buone. L’insegna dice: Biscotti.

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Inserito da: Michelangelo | 27 Ottobre 2008

Gnocchi ripieni con Pecorino di Fossa al ragù di coniglio

Il coniglio (come il pollo) al forno con le patate è uno dei piatti tipici della tradizione, che porta con se il sapore del giorno di festa, delle cose buone della domenica. Così giocando con gli stessi ingredienti, abbiamo cercato di ritrovare quegli stessi sapori attraverso una rivisitazione, scoprendo allo stesso tempo nuovi equilibri, grazie anche al pecorino di fossa che completa ed arricchisce il piatto.

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Inserito da: Michelangelo | 23 Ottobre 2008

Barolo Riserva Marchesi di Barolo DOCG 1951

In precedenza ci siamo soffermati sugli straordinari vini della Marchesi di Barolo, azienda antichissima, storico vessillo della viticoltura nazionale in Italia e all’estero.

Vale la pena raccontare anche la particolare emozione che suscita l’assaggiare un vino che vanta più di 50 primavere alle spalle. Un vino che entrò in bottiglia nell’immediato dopoguerra, quando ancora le automobili erano un lusso per pochi, le trasmissioni televisive sarebbero incominciate solo alcuni anni dopo e molte altre cose erano di la da venire.

Ma cosa resta nella bottiglia dopo tanto tempo? Sicuramente un vino invecchiato, ma che, con i dovuti accorgimenti ha resistito agli attacchi del tempo ed è ancora in grado di raccontarci, a modo suo, un mondo che non c’è più.

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Inserito da: Michelangelo | 21 Ottobre 2008

“Daniela” a San Casciano dei Bagni

Sull’ampia terrazza panoramica di San Casciano dei Bagni, prima di valicare la porta che guida verso il cuore del paese, si trova “Daniela”, grazioso ristorantino del vicino hotel Sette Querce.

Il locale è accogliente, rustico chic, con eleganza e stile tutto toscano, nel rispetto della tradizione. Altrettanto si può dire dei piatti che attingono direttamente dalla tradizione, con materia prima scelta e qualche variante sul tema.

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Inserito da: Michelangelo | 16 Ottobre 2008

Pane di farro con noci e miele di castagno

Il lievito madre ha rappresentato appena l’inizio del viaggio nel mondo del pane, ma ben presto arriva il momento di mettere alla prova il “nostro amico”.

Così per la giornata mondiale del pane, ho preparato un pane secondo una ricetta stupenda suggerito da Virginia de “lo Spilucchino“, a cui vanno tutti i miei complimenti e ringraziamenti.

Il risultato è un pane profumatissimo, goloso, dal sapore deciso, ottimo sia per una prima colazione che per impreziosire un pranzo.

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